Da "Il Corriere della Sera" ho appreso che:

Pubblicato il da The Voice of Silence

Nella città di Kediri, est di Giava, In­donesia, il Consiglio degli Ulema (i dotti musulmani di "scienze religiose") del più grande Stato musulmano del mondo è impegnato in una battaglia ideologica contro il dilagare e i pericoli di Facebook, la rete sociale che è oggi utilizzata da oltre 200 milioni di persone al fine di scambiarsi informazioni e foto, lan­ciare campagne più o meno serie, ri­trovare e tenere vecchi contatti, cer­carne di nuovi. Ed è proprio quest’ul­timo aspetto che evidentemente pre­occupa i religiosi musulmani dell’ar­cipelago. La paura per il Consiglio degli Ulema è che Facebook possa essere usato al fine di praticare sesso illegale. Secondo i Religiosi le relazioni on-line portano alla lussuria che è proibita dall'Islam, chattare può diventare così il primo passo verso il sesso illecito fuori dal matrimonio. L’Indonesia, secondo le classi­fiche della società di ricerca Alexa, è oggi quinta al mondo per utenti regi­strati sul noto social network dopo Usa, Gran Bretagna, Fran­cia e Italia. Imporre una Fatwa (editto violento che porta all'abolizione di qualcosa) contro Facebook e il suo utilizzo sembra utopia. Debbie Frost, portavoce di Fa­cebook, è rimasta basita dall'irruenza della crociata indonesiana di contro ha messo in luce il valore positivo del social network che è quello di permettere agli utenti di rimanere in contatto con amici e parenti e di poter aderire a iniziative che spesso possono risultare valide soprattutto dal punto di vista morale. Insomma Facebook non è Badoo.

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